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Guardate cosa si può fare ora con una Lotus Elise.......
(omniauto.it)
Nel 1977, James Bond - Roger
Moore, al volante della sua fiammante Lotus Esprit nel nuovo capitolo
della saga dell’agente segreto più famoso nel mondo, La spia che mi amava
(titolo originale: “The spy who loved me”), l’affascinante 007 si
gettava in acqua con tutta scioltezza, rendendo la supercar inglese un
piccolo sommergibile. C’è un solo problema: la scena non era vera ma
un’animazione.
Nel 2008, Rinspeed trasforma in realtà il sogno
dell’uomo di avere un veicolo per esplorare gli abissi e il misto
stretto contemporaneamente. Il veicolo “anfibio”, effettivamente, non è
una novità. I più “romantici” ricorderanno sicuramente la Gibbs Aquada, o ancora più indietro negli anni, la famosa Amphicar:
in entrambi i casi si trattava di auto in grado di viaggiare su strada
e, all’occorrenza, di diventare una sfiziosa barchetta. Quello che in
realtà è sempre mancato è stato il coraggio di un’auto che potesse
esplorare i fondali.
Come al solito, c’ha pensato il genio creativo di Frank M. Rinderknecht, boss di Rinspeed, a creare il primo veicolo al mondo che va in strada e sott’acqua: la Rinspeed sQuba.
“Per trent’anni ho tentato di immaginare come sarebbe potuto essere
possibile costruire un’auto che potesse “volare” sui fondali. Ora
abbiamo realizzato questo sogno. Ed è questo stabile “volo” che rende
la sQuba un veicolo differente da un mezzo militare anfibio,
costruito per navigare a pelo d’acqua. “Senza dubbio, non è stato
facile costruire un auto che fosse impermeabile e resistente alla
pressione generata dall’acqua fino a una profondità di 10 metri – racconta Rinderknecht. La sfida più grande, tuttavia, è stata quella di rendere un’auto agile sotto acqua come un pesce.
Non è difficile riconoscere nelle sue forme un'altra variazione sul
tema della Lotus Elise (la Tesla Roadster, supercar a motore elettrico,
è un altro esempio). Lo specialista svizzero Esoro, titolare
dell’implementazione di tutto il progetto, si è occupato della preparazione dell’auto:
è stato rimosso il motore a combustione standard e sono stati
installati tre motori elettrici. Il primo fornisce propulsione su
strada, gli altri due durante l’utilizzo acqueo. Questi sono due
supportati da due motori a idrogetto sistemati anteriormente. Sono due
dispositivi estremamente leggeri grazie all’utilizzo di nano-tubi di
carbonio, in grado di fornire la propulsione e la direzionalità alla
Rinspeed sQuba quando fosse immersa in acqua.
Così facendo, la sQuba,
alimentata con batterie agli ioni di litio, si può fregiare
dell’onorevole titolo di veicolo a “emissioni Zero”. La sua vocazione
“eco-compatibile” specchio della filosofia di Frank M. Rinderknecht,
continua anche nell’uso dei lubrificanti, totalmente biodegradabili.
I suoi contenuti tecnologici d’avanguardia non hanno riguardato lo sviluppo della propulsione marina. La sQuba,
infatti, dispone, per la guida su strada di un sofisticato sistema di
tecnologia laser sviluppato dalla Ibeo LUX di Amburgo, che rende non
più indispensabile la presenza del pilota per
condurre l’auto. Equipaggiata con una serie di sensori, è in grado di
viaggiare da sola fornendo così un aiuto determinante al rispetto dei
principali dettami che determinano i principi della sicurezza alla guida (pedoni, frenate d’emergenza, protezione in caso di collisione, assistenza durante il traffico)
La carrozzeria è stata scelta in configurazione
Spider (o Targa, o Roadster…). Le ragioni sono di varia natura:
innanzitutto è più sicuro per gli occupanti, i quali possono facilmente
abbandonare il veicolo in caso di pericolo. In secondo luogo perché una
carrozzeria coupé avrebbe formato una bolla d’aria nell’abitacolo
che avrebbe costretto a zavorrare pesantemente il corpo vettura: per
consentirle di immergersi, la Squba avrebbe dovuto avere un peso di
almeno due tonnellate. Naturalmente nell’abitacolo è stato installato
un kit di bombole ed erogatori per i due passeggeri.
La procedura è semplice: non appena si aprisse la portiera, la vettura
comincerebbe a imbarcare acqua e, delicatamente, a immergersi; una
volta che i passeggeri fossero usciti dall’auto, questa riemergerebbe
da sola automaticamente.
L’abitacolo è rivestito con speciali tessuti e
materiali innovativi forniti dalla Strahle + Hess, resistenti
all’azione corrosiva dell’acqua salata. Anche le ruote
hanno una tecnologia speciale: prodotte dalla AEZ sono realizzate in
alluminio per contenere il peso e sono verniciate con uno speciale
prodotto in grado di offrire totale impermeabilità all’acqua (soprattutto quella salata). L’atmosfera è impreziosita e resa esclusiva da ulteriori particolari in madreperla e diamantati, opera della KGS Diamonds.
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